In cammino con i Santi

5. Una madre al capezzale

La persona che, più di ogni altra, è stata presente accanto a Nino è la madre, la signora Peppina, come era chiamata da tutti.

C’è lei al risveglio di Nino all’ospedale di Modica dopo la caduta dall’impalcatura, è lei che, sicura e risoluta, rifiuta soluzioni che non rispettino la vita di suo figlio, “se il Signore me lo lascia così, sarò contenta di accudirlo tutta la vita”, aveva risposto al medico che proponeva scorciatoie facili per liberarsi del “problema”.

Donna silenziosa, che si affida alla volontà di Dio quando le viene detto che forse Nino non arriverà a Roma e morirà durante il tragitto verso la Capitale, compagna di viaggio verso Roma, lei che non era mai uscita dalla Sicilia.

Seduta sulla valigia, fuori dall’ospedale di Ostia, perché non sa dove andare, dove trascorrere la notte. La Provvidenza le viene incontro grazie alla gentilezza di un autista dell’ambulanza dell’ospedale, lo stesso che aveva condotto Nino da Roma a Ostia che, trovandola in lacrime dopo che ha dovuto lasciare l’androne dell’ospedale perché era ora di chiusura, la conduce a dormire da un’amica. Il resto dei mesi, Peppina avrebbe alloggiato da una parente a Roma, facendo ogni giorno avanti e indietro.

E’ una figura che ricorda Santa Monica per il figlio Agostino, o Mamma Margherita per San Giovanni Bosco, madri che sostengono, aiutano, stanno accanto e, soprattutto, pregano per gli amati figli.

Peppina è con Nino al C.T.O di Palermo, da Novembre 1970 a Gennaio del 1971, quando questi deve subire un ulteriore intervento di raschiamento all’osso femorale perché l’infezione che aveva da tanti mesi continuava e peggiorava.

Gli salva la vita quando si accorge che dopo l’intervento è sopravvenuta una forte emorragia che sta dissanguando Nino e chiama in tempo il soccorso. Madre e figlio possono tornare a casa, dopo che  l’infezione è stata curata nel marzo del 1971.

La preghiera di mamma Peppina, in particolare durante la sua partecipazione agli incontri del Gruppo di Rinnovamento nello Spirito ha, senza dubbio, contribuito al cambio di vita che il figlio avrebbe sperimentato negli anni successivi a quelli vissuti nella disperazione e nella tristezza. Ha assistito Nino con pazienza, tenerezza, abnegazione, sacrificio, per 39 anni, fino all’ultimo giorno di vita del figlio.

Dopo il funerale di Nino, Peppina è come entrata in una nuova dimensione, fatta di silenzio, di sguardi teneri verso quel letto oramai vuoto che per lunghi anni l’aveva vista incessantemente al capezzale, solo poche e rare frasi sussurrate

 

 

PREGHIERE

I LUOGHI DEL SANTO