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PROPOSTE di CAMMINI di DISCERNIMENTO VOCAZIONALE


Animazione Vocazionale (AV)

 

“Rispondendo alle necessità del suo popolo, il Signore chiama continuamente e con varietà di doni a seguirlo per il servizio del Regno. Siamo convinti che tra i giovani molti sono ricchi di risorse spirituali e presentano germi di vocazione apostolica. Li aiutiamo a scoprire, ad accogliere e a maturare il dono della vocazione laicale, consacrata, sacerdotale, a beneficio di tutta la Chiesa e della Famiglia salesiana.” (Cost. Sal. Art. 28)

Don Beppe Roggia, salesiano, docente di metodologia pedagogica all’Università Pontificia Salesiana, ha svolto un tema centrale: “L’educazione è cosa del cuore: Don Bosco e la direzione spirituale per l’accompagnamento vocazionale degli adolescenti”. Del grande santo e fondatore, è stata messa in luce soprattutto la singolare “paternità”, radicata in un percorso personale che egli ha dovuto fare a partire dal suo essere orfano dai due anni, fino ad una percezione della paternità di Dio unica, come unico –dicevano– era il suo modo di recitare il Padre nostro. Questa paternità spirituale, ma anche estremamente concreta, l’ha esercitata verso gli adolescenti del suo tempo, soprattutto i più poveri di tutto, dando catechismo, “amorevolezza” (più che affetto), istruzione, lavoro, dignità e anche pane… Da questa sua disposizione e da un evidente dono dello Spirito, è nato un metodo educativo nuovo per quei tempi, che voleva valorizzare quello che c’è di buono nel cuore dei giovanissimi, anche dei più “perduti”, perfino dei carcerati. Perché secondo lui a questa età tutti sono a rischio, ma tutti hanno grandi desideri di crescere. Il cuore sta al centro della educazione perché l’educatore deve prima di ogni altra cosa amare, però in modo disinteressato, e il ragazzo si deve sentire amato, sempre con disinteresse, allora si confida e si lascierà guidare. Ma anche il giovane deve essere aiutato a cogliere il proprio cuore, la sua capacità di bene, e la sua vocazione, da seguire in autonomia. L’educatore, per lui, deve essere uno che desidera la santità personale: solo questo gli darà carità pastorale, apostolica. Il metodo spirituale e pedagogico di Don Bosco produrrà moltissime vocazioni (oltre 700 salesiani e quasi tremila preti o religiosi, tra i ragazzi dell’oratorio) perché portatore di una religiosità centrata sull’amore, non sul dovere; con una grande attenzione a creare un ambiente educativo; a proporre sempre nuove mete, benché adeguate ai singoli; con educatori che puntano sullo stile di “padri, maestri e fratelli maggiori, amici”, senza assolutizzare una di queste figure a scapito delle altre; proponendo un itinerario attraverso gruppi che via via permettevano di crescere in tutte le dimensioni, fino a quella vocazionale (il gruppo dell’Immacolata).