#unacanzoneperTe

Forse era solo la felicità

per la rubrica educativa: "La storia infinita" dei Pinguini Tattici Nucleari

Quello che i Pinguini Tattici Nucleari fanno nella canzone non è altro che ricordare le loro estati più belle. Il famoso regista Pasolini affermava di contare il tempo ad estati e non ad anni, e se ci pensiamo un attimo è proprio così; i primi ricordi dei vari anni passati, sono collegati all’estate. Basta pensare quante canzoni hanno dedicato all’estate; da Jovanotti ai Negramaro, da Righiera a Giuni Russo. L’estate è quel momento di svago che riesce a sprigionare la nostra libertà, perché siamo affamati di libertà!

Il fatto di scoprirci un po’ di più non è un caso, d’estate lasciamo andare via qualche corazza che magari ci proteggeva dal freddo della vita. E forse mai come quest’anno avevamo bisogno di sentire addosso la freschezza dell’estate e della sua libertà, e la canzone dei Pinguini non fa altro che ricordare l’estate più significativa per il cantante, i ricordi di un tedesco che cantava attorno ad un falò, delle prime cotte sia quelle stagionali che quelle durature.

Mi piace molto nel ritornello quando si dice “sembrava la storia infinita e forse era solo la felicità” perché la felicità non è altro che l’insieme di tutti i momenti che magari in quel momento non riusciamo a comprendere, non riusciamo a definire come felicità; perché la felicità non è qualcosa di statico, ma è un cammino, fatto di tante mete che non sono mai quelle definitive, almeno su questa terra. Ecco perché è importante fare memoria delle nostre estati, dei nostri momenti di felicità per riuscire a scegliere il cammino giusto, perché la felicità non è altro che una scelta, scegliere di vivere l’estate; e per arrivare all’estate occorrono 9 mesi in cui sperimentiamo l’autunno, l’inverno e la primavera nella nostra vita.

Speriamo di non accontentarci mai di una piacevole giornata di sole a dicembre ma di continuare a camminare per arrivare al caldo duraturo, che non passa.

Pillole di Fede: “Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli” (Lc 6,23). Gesù ci indica il sentiero per la vera felicità, per l’estate infinita della nostra vita. Egli sa che solo il Padre può dare la vera felicità, ma che è fondamentale già da ora cominciare a camminare per raggiungerla. E camminare per il Buon Dio vuol dire amare, amare ciò che sei chiamato a fare; sarai beato se risponderai alla tua vocazione, anche quando sarà difficile. In questo ci sono di esempio i santi, un santo triste è un triste santo. Quando arriverà il momento del rendiconto della mia vita, davvero quella storia infinita che ho percorso mi porterà alla vera felicità.

Stefano Cortesiano, sdb